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lunedì 22 marzo 2010

Alimentazione sana



Abbiamo detto diverse volte che per essere in salute è necessario avere un’alimentazione sana e fare movimento.
Ma cosa si intende per alimentazione sana?
Al giorno d’oggi siamo bombardati di informazioni sull’alimentazione e sulle sostanze che ci dovrebbero far bene.
Tutte queste sostanze hanno certamente effetti benefici ma, se bisogna andar dietro a tutto quello che viene suggerito, si rischierebbe di impazzire.
In realtà per avere un’alimentazione sana è sufficiente conoscere e mettere in pratica alcune semplici informazioni:
- Mangiare tanta frutta e verdura (almeno 5 porzioni al giorno)
- Non utilizzare eccessivo condimento, riscoprendo il sapore naturale dei cibi (l’olio di per sé non fa male, ma utilizzarne un bicchiere per volta si)
- Sarebbe opportuno utilizzare pane integrale ( e altri alimenti che utilizzino farina integrale). Ovviamente sappiamo che a volte sono difficili da reperire, se la loro ricerca dovesse diventare uno stress meglio lasciar perdere)
- Limitare l’uso dei grassi ma soprattutto di proteine.
Quest’ultimo è un punto fondamentale, troppo spesso infatti, capita di far attenzione a grassi e zuccheri, “dimenticando” di far attenzione alle proteine.
Si tende così ad abusarne, soprattutto facendo grande uso di carne e latticini.

Infine, dobbiamo sfatare qualche mito:
- I FRITTI
I fritti fanno male? Se si frigge nel modo giusto, no. La temperatura dell’olio deve essere compresa tra 150° e 170° e sarebbe opportuno utilizzare olio di oliva (o oli appositi che resistono ad alte temperatura, in questo caso però diminuiscono le qualità organolettiche).
Per verificare la temperatura dell'olio ci si può avvalere di una friggitrice dotata di appositi strumenti di misurazione. Se si frigge in modo tradizionale invece, è sufficiente ricordarsi di non tenere il fuoco sotto la pentola eccessivamente alto e ci si può avvalere di un cucchiaio di legno o di alcuni stuzzicadenti per verificare la temperatura (quando è al punto giusto intorno al legno si creano delle bollicine). Gli schizzi di olio verso l'alto indicano che la temperatura è troppo alta.
- LE UOVA
Ingiustamente identificate come alimento pesante, in realtà sono preferibili alla carne, ovviamente non bisogna abusarne.
- IL MAIALE
Anche questo povero mammifero è stato sempre additato come pericoloso per l’alimentazione.
In realtà non è diverso da altri tipi di carni, certo, quelle “bianche” sono più digeribili ma hanno comunque le stesse caratteristiche. Meglio consumare poca carne e di tipo diverso.

Ricapitolando una dieta sana prevede l'utilizzo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e tutti gli alimenti di origine vegetale, come la soia, limitando l'uso di alimenti di origine animale (carne, pesce e loro derivati... uova, latticini...), solo 3-4 volte la settimana.
Queste sono regole che valgono in linea di massima, da seguire senza troppo stress, la colazione con il latte, ad esemio, si può lasciare...
Ricordiamoci infine che le regole per la sana alimentazione valgono per tutte le età, a cominciare dallo svezzamento.

mercoledì 10 marzo 2010

Il mio bambino non mangia

Quante volte le mamme hanno avuto e avranno questa preoccupazione?

Molto spesso infatti molti bambini “smettono” di mangiare . Ovviamente questa è la percezione di chi sta loro intorno, ma è vero che alcune volte i bambini diminuiscono notevolmente la quantità di cibo che assumono.

Può capitare che in alcuni giorni siano un po’ inappetenti, in concomitanza di malattie ad esempio, ma anche quando i bambini sono in perfetta salute può capitare, ed è normale che sia così.

Periodicamente infatti, i bambini hanno bisogno di assumere meno cibo, per esempio dopo uno scatto di crescita, hanno prima dovuto aumentarne la quantità e poi, una volta riequilibrata l’entrata di cibo rispetto alla crescita, diminuiscono di nuovo.

E’ lo stesso processo che avviene durante l’allattamento, il bambino si autoregola diminuendo o aumentando la richiesta di latte.

Per far questo però è necessario che possa accedere al cibo secondo la sua richiesta. Noi dobbiamo presentargli una giusta varietà di cibi sani e fare in modo che lui si autoregoli, così come faceva con l’assunzione di latte.

C’è un periodo nella vita dei bambini in cui questo processo “del non mangiare più” avviene in modo palese, è intorno al compimento del primo anno di vita.

Fino a quel momento il bambino ha dovuto assumere un’enorme quantità di cibo, se paragonata al suo peso, un neonato infatti prende ogni giorno latte pari ad 1/5 del suo peso. Questo perchè ha una crescita enorme, un ritmo di crescita come quello che avviene nel primo anno di vita non ci sarà mai più, pensate se un bambino di 1 anno dovesse crescere come un neonato (triplicando il suo peso in un anno) oppure se dovesse mangiare ogni giorno una quantità di cibo pari ad 1/5 del suo peso…

Dopo il primo anno di vita, si ha quindi un naturale rallentamento e fisiologicamente i bambini mangeranno molto meno.

Affidiamoci a loro con fiducia, e ricordiamoci di non forzarli se qualche giorno hanno poco appetito!

giovedì 25 febbraio 2010

Alimentazione dei bambini e obesità


Durante l’ultimo incontro di Mamma ti ascolto il dottor Lucio Piermarini ci ha parlato di abitudini alimentari e di rischio obesità, continuando il discorso già avviato sull’autosvezzamento. Il proseguimento viene naturale, infatti quando i bambini crescono le regole educative da seguire sono pressoché le stesse. Alla base di tutto c’è sempre la fiducia nella capacità dei bambini di autoregolarsi sulle richieste di cibo. Come all’epoca dello svezzamento, sarà il bambino a decidere le quantità che desidera mangiare ed anche il tipo di alimenti, più o meno calorici, più o meno nutrienti, in base al particolare periodo che sta attraversando; e se anche il genitore pensando di fare il suo bene tenderà a proporre quantità eccessive, il fisico si accomoderà, cercando di assorbire solo il necessario. Infatti l’organismo è in grado di adattarsi alle necessità: ovvero in caso di aumentato fabbisogno l’intestino assorbirà il più possibile dai cibi i nutrienti necessari, in caso di apporto eccessivo l’intestino tenderà a scartare tutto il surplus. È un po’ ciò che avviene quando una donna rimane incinta: il suo organismo è programmato per sfruttare le risorse a disposizione il più possibile, ricevendo il messaggio che deve sostentare due individui contemporaneamente.

La principale raccomandazione è quindi di non forzare i propri figli a mangiare. È probabile che, se mangiano poco ai pasti, abbiano già assunto ciò di cui hanno bisogno a merenda o a colazione. Eventualmente si possono ridurre questi pasti secondari in modo che il bambino giunga a pranzo o a cena con maggiore appetito.
A tutto questo c’è da aggiungere però qualche precisazione.

1) Gli eccessi o gli squilibri alimentari non dovrebbero diventare sistematici: in tal caso l’organismo faticherebbe a porre rimedio da solo;

2)La cosa fondamentale per prevenire l’obesità è il movimento. Infatti l’inattività fisica è la principale causa di questo disturbo.

3) Soltanto nell’1-2% dei bambini che soffrono di obesità si può risalire ad una causa genetica, indipendente quindi dai comportamenti precedentemente descritti.

sabato 6 febbraio 2010

Il miele


Parlando di autosvezzamento avevamo detto che i bambini, a partire dai 6 mesi di vita, posso mangiare tutto.

Ma proprio tutto tutto?

In realtà una piccola controindicazione c’è e riguarda il miele.

Il miele prodotto artigianalmente può contenere il botulino (una proteina tossica), che i bambini al di sotto di un anno hanno maggiori difficoltà a gestire.

E’ perciò sconsigliato dare miele artigianale al di sotto di un anno di età.

Il miele prodotto industrialmente da questo punto di vista è sicuro (anche se qualche mamma ecologica preferisce non acquistarlo, vista la probabilità che alle api sia stato dato antibiotico. Ricordiamo, comunque, che questa pratica è vietata negli allevamenti della comunità europea ).

Sempre riguardo al miele è altamente sconsigliabile mettere il miele sul ciuccio o sul capezzolo, per far attaccare il bambino.
Oltre ai motivi suddetti, il miele prima dei 6 mesi, provoca uno squilibrio dei sistemi di alimentazione e digestione, è pur sempre un alimento “estraneo” al solo latte che un bambino dovrebbe assumere prima di quell’età.

Ultimo, ma non meno importante, favorisce la formazione di carie e la comparsa della linea nera dentale.
La linea nera dentale è una riga di colore scuro presente lungo le gengive, è frequente nei bambini che hanno usato il ciuccio con il miele o hanno acquisito l’abitudine di dormire con in bocca il biberon contenente latte artificiale.

venerdì 29 gennaio 2010

Autosvezzamento


Durante l’ultimo incontro del nostro spazio mamme “Mamma ti ascolto” il Dott. Lucio Piermarini ci ha parlato dell’autosvezzamento, un tema che la nostra Associazione tratta già da diversi anni.
Questo tipo di approccio allo svezzamento del bambino, moderno ed antico allo stesso tempo, è il naturale proseguimento dell’allattamento al seno a richiesta.
Le nostre nonne o le nostre bisnonne svezzavano i loro bambini in modo del tutto naturale, stando sempre con loro, ad un certo punto i bambini chiedevano lo stesso cibo mangiato dai genitori e piano piano si sostituivano da soli il latte: si autosvezzavano.

E’ quello che succederebbe in natura, i nostri cuccioli prenderebbero esempio da noi e piano piano comincerebbero autonomamente ad iniziare gli assaggi e saprebbero da soli come regolarsi con le quantità.

Ad un certo punto che cosa è cambiato?

Pensando di dare ai bambini un’alimentazione “più sana” qualcuno ha pensato bene di cambiare questa abitudine alimentare. Sono nati così gli omogeneizzati e con essi anche il business che ne è derivato .
Le mamme sono state convinte che gli unici alimenti adatti per i loro bambini erano quelli confezionati, e l’inizio dello svezzamento è stato anticipato sempre di più..portandolo , in alcuni casi anche a 3-4 mesi.
Un’età così precoce ha iniziato a creare una serie di problemi: dalle allergie alle semplici “proteste del bambino”.
Le allergie dovute con uno svezzamento troppo precoce, hanno fatto in modo di optare per un inserimento degli alimenti “a scaletta”, uno per volta per individuare tempestivamente l’alimento che provocava allergia.
Ma la scaletta classica è ricca di controsensi, un esempio? Si dice di non mettere sale perché ai bambini non si può dare e poi cosa si suggerisce? Di mettere il parmigiano che è pieno di sale, è decisamente un po’ strano..

Quindi come si inizia lo svezzamento? Anzi…se vogliamo essere più precisi..

Come si inizia l’alimentazione mista? (Latte e altri cibi)

Inanzitutto il bambino dovrebbe trovarsi a tavola con i genitori, per osservare tutto quello che succede, per lui è fondamentale partecipare all’esperienza dei pasti e non essere messo in un cantuccio perché “altrimenti rompe”. Dovrà cominciare a capire come si nutre la sua famiglia altrimenti chissà… visto che per lui nutrimento è uguale a latte (dal seno o dal biberon) visto che i genitori non si attaccano mai ad un seno o un biberon cosa penserà? Che mamma e papà non mangiano mai ?
Ad un certo punto il bimbo inizierà a chiedere quello che mettono in bocca i genitori, vorrà sperimentare anche lui .
E’ possibile dargli quindi un pezzettino di quel che richiede.
Il bimbo metterà in bocca questa “cosa nuova” la studierà, come studia qualsiasi altra cosa che mette alla bocca, ad un certo punto questa “cosa nuova” in bocca svanisce e rimane il sapore. Un sapore che il bambino già conosce, perché lo ha assaggiato già nel liquido amniotico e/o nel latte materno.
A questo punto se il bambino lo desidera ne chiederà ancora…

Cosa è possibile dargli?

Tutto. Non ci sono controindicazioni. L’importante è rispettare la richiesta del bambino. Dare solo se richiesto. Non c’è bisogno di proporgli nulla.

Come fa il bambino a regolarsi da solo?

Il bambino è nato per sapersi autoregolare, come ogni cucciolo, per questo l’allattamento dovrebbe essere a richiesta e così anche lo svezzamento.

Da quando è possibile cominciare?

Già da 4 mesi l’apparato digerente del bambino è un grado di digerire tutti i cibi, però non è pronto il resto del corpo, non sa sostenersi e non sa afferrare bene.E’ solo verso i 6 mesi che tutto il corpo sarà pronto a ricevere altro cibo al di fuori del latte, quindi è questo il tempo opportuno che bisogna aspettare prima di iniziare.

Quindi ricapitolando…

A partire dai 6 mesi, anche il bambino potrà mangiare quel che mangiano i genitori a patto che:
- Il bambino sia seduto a tavola con i genitori
- Gli si dia qualcosa solo quando è richiesto
- Gli si proponga una giusta varietà di cibi
- Ultimo punto ma molto importante: i genitori devono avere un’alimentazione sana, solo così anche il bambino potrà averla a sua volta.
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