LE MAMME DELL'ASSOCIAZIONE SONO IN PAUSA ESTIVA. RIPRENDEREMO LE ATTIVITA' NEL MESE DI SETTEMBRE.
giovedì 22 luglio 2010
Pausa Estiva
LE MAMME DELL'ASSOCIAZIONE SONO IN PAUSA ESTIVA. RIPRENDEREMO LE ATTIVITA' NEL MESE DI SETTEMBRE.
giovedì 3 giugno 2010
CRESCINSIEME
BIOMERENDA

TEATRINO "LE OCHE SELVATICHE"

UN PO' DI NOI...

I NOSTRI MANUFATTI E I NOSTRI LAVORI
LA MOSTRA DI PITTURA DEL PITTORE M.M.ROSSI
LA NOSTRA SELEZIONE DI LIBRI...
IL PERCORSO FIABA "LIBERIAMO LA PRINCIPESSA"
Insomma una evento "in grande" che ha riscontrato un grandissimo successo.
Grazie veramente a tutti per la presenza e la collaborazione e grazie a tutte le mamme di NICU per l'anima che ci hanno messo nell'organizzazione.
Al Tempo dei Tempi venne dallo Spirito del Cielo
lo Spirito dell'Essere della Terra.
In preghiera disse:
"So come parlare allo Spirito dell'Uomo, ma ti chiedo ancora
quel linguaggio con cui il Cuore del Cosmo
può parlare al Cuore dell'Uomo!.
Allora il benevolo Spirito del Cielo donò
all'implorante Spirito della Terra
l'ARTE"
R. Steiner
domenica 9 maggio 2010
Mamme...

coccolano...

ridono...

giocano ...


si lanciano all'avventura ...


Ma le mamme sono anche imperfette...
si arrabbiano, sbagliano, si lasciano andare, piangono, hanno i loro momenti di sconforto, di sensi di colpa, di solitudine…

Per fortuna a sostenerle ci sono i bambini …
..che non smettono mai di insegnare loro quanto la mamma sia importante…
Lo so che ti scoraggi
quando trovi le mie impronte
sui mobili e sui muri:
rallegrati però che sto crescendo
e rimarranno un ricordo solamente.
Perciò io ti regalo le mie impronte
perché tu possa, un giorno ben lontano,
vedere com'erano piccine le mie man
al tempo in cui cercavan le tue mani.
...è la loro guida e il loro punto di riferimento ...

Fare la mamma è il più bel mestiere del mondo, ma anche il più difficile…
Tutte le Mamme sono perfette ...Tutte le Mamme sono imperfette
..qualsiasi mamma per il proprio bambino è la mamma più perfetta che ci sia…

mercoledì 5 maggio 2010
Cosa mettere nella valigia per l'ospedale?

Se si sceglie partorire in ospedale, uno dei tanti preparativi che bisogna fare è quello della valigia, ma che cosa mettere?
Di solito è l’ospedale che indica cosa occorre per i giorni di degenza sia per la madre che per il bambino e talvolta sono anche alcuni negozi che si “prodigano” ad aiutare la futura madre nel riempire (anche troppo) la valigia.
Vi diamo delle nostre piccole indicazioni:
Per la madre occorre:
- camicie da notte, che siano adatte e comode per poter partorie, e soprattutto per poter allattare (ad es. quelle che si abbottonano nel davanti)
- gli assorbenti per il dopo parto che sono molto più grandi di quelli che vengono utilizzati durante il ciclo mestruale
- mutandine a rete che permettono di far traspirare la pelle e sono anche veloci da lavare ed asciugare (i primissimi giorni dopo il parto si rischia di macchiarsi più volte con le perdite di sangue)
- la classica pochette con tutto l’occorrente per l’igiene della persona, asciugamani ect.
- la cartellina con l’ecografia del bimbo e le analisi del sangue ed eventuali esami fatti nel corso della gravidanza,
- caramelle/ cioccolato e acqua che vi serviranno durante il travaglio, soprattutto se sarà lungo il corpo della madre avrà bisogno di zuccheri e soprattutto di idratazione.
- consigliamo anche un tiralatte, soprattutto se si sceglie di partorire in un ospedale sprovvisto di rooming-in, e dove purtroppo vi è una rigidità nel poter allattare il proprio bimbo ( ahimè!)
Per il bambino:
-il cambio composto da body/ tutina, questo varrà a seconda del vostro gusto e della stagione in cui nasce il vostro bambino( anche se dentro gli ospedali è sempre estate). Considerate di portarvi almeno 2/3 cambi e valutate bene che temperatura potrà fare all'uscita dell'ospedale.
-Un cappellino che servirà a coprire la testolina del neonato subito dopo la nascita, utile per lo sbalzo termico che subirà
-per quanto riguarda i pannolini , di solito vengono forniti dall’ospedale, come del resto anche i lenzuolini
- è molto comoda anche la fascia porta-bimbo per avvolgerlo e portarlo con voi
sabato 1 maggio 2010
Una buona merenda?

Parliamo di merende casalinghe per sostituire le merendine industriali.
Quali idee suggerite? Quali sono i vostri segreti "all'ora di merenda"? Quale merenda elaborata il giorno prima o ricettina last minute proponete ai vostri bimbi o ai loro amichetti?
Coraggio, attendiamo le vostre risposte...
domenica 25 aprile 2010
Fino a quando allattare?
Una domanda che si pongono spesso le madri, soprattutto a partire dai 6 mesi del bambino, è quella di sapere fin quando bisognerebbe allattare.
L’organizzazione mondiale della sanità indica come sia importante, dal punto di vista medico, allattare in modo esclusivo per i primi 6 mesi, per poi iniziare in modo graduale lo svezzamento o l’alimentazione complementare, sottolineando comunque l'importanza di continuare ad allattare il proprio bambino almeno fino ad un anno compiuto , e se si può almeno fino ai suoi 2 anni.
Per molti magari sembrerà eccessivo ma in realtà, attraverso studi, si è visto che prolungando l’allattamento al seno non si fa altro che rafforzare il sistema immunitario del bambino, fattore fondamentale in quel periodo che coincide con l’inserimento all’asilo.
Ma non è importante solo da punto di vista medico, ma anche dal punto di vista emotivo ed affettivo, sia per la madre che per il bambino. Prolungando l’allattamento al seno, contrariamente a quel che si pensa, non si vizia il bambino e non si rende più insicuro anzi, pian piano il bambino acquisterà sicurezza e, col passare del tempo, sarà sempre più autonomo e curioso di conoscere il mondo e cercherà il seno solo quando sentirà il bisogno di ritrovare "l’intimità" con la propria madre.
Comunque, qualsiasi siano le indicazioni dell'OMS, è importante ricordare che l'allattamento al seno è una pratica fatta in due, quindi l'ideale per sospenderlo è che ci sia un accordo tra la coppia mamma-bambino.
Se la mamma decide che è il momento di smettere basterà un pò di pazienza e decisione e il bambino si adeguerà al cambiamento.
Come sottolineiamo spesso, qualsiasi scelta è personale e NON discutibile e non deve essere fonte di stress.
domenica 18 aprile 2010
Le coliche del neonato

Si sente spesso dire che tutti i bambini soffrono di coliche, soprattutto nelle ore serali.
Ma è veramente così?
In realtà nella maggior parte dei casi i momenti di stanchezza serale vengono scambiati per delle coliche, i bambini diventano tutti rossi, piangono, sgambettano e a volte esce anche un po’ di aria. Però questo è un modo naturale di piangere per un bambino, che non sa localizzare il pianto e fa la sua richiesta con tutto il suo corpo.
Quindi nella maggior parte dei casi NON sono coliche.
E se invece ci sono veramente come si riconoscono?
Se sono vere coliche il pianto è prolungato e soprattutto inconsolabile.
Non c’è consolazione che tenga e alla fine cesserà improvvisamente appena passata la crisi.
È una situazione sempre difficile da gestire, sentendo e vedendo il proprio bambino che piange disperatamente rannicchiando e stirando nervosamente le gambe, i genitori si sentono abbattuti e preoccupati e vorrebbero fare e dare di tutto per lenire il suo dolore.
Purtroppo non c ‘è una vera e propria soluzione, molti pediatri prescrivono delle gocce, ma non è dimostrata la loro efficacia, bisogna solo consolare ed essere presenti con il proprio figlio.
Infatti tenere in braccio il bambino, facendogli sentire il nostro calore, il nostro profumo, e la nostra condivisione del suo dolore, farà in modo che lui si sentirà al sicuro e riuscirà a superare il momento nel migliore dei modi.
Ricordiamoci che i bambini sentono qualsiasi stato d’animo dei genitori, se riusciamo a trasmettergli tranquillità sarà lo stesso bambino che, col passare dei giorni, potrà acquisire modi diversi per superare il momento: ci sono bambini, che si aiutano attraverso il pianto, altri che si consolano con il calore del seno, altri con la musica.
Infine è utile sapere che è stato verificato che i bimbi allattati al seno sono meno soggetti al fenomeno rispetto a chi viene allattato artificialmente.
mercoledì 14 aprile 2010
La crosta lattea

Sono delle piccole crosticine di sebo, di colore bianco-gialline, presenti sul cuoio capelluto dei bambini.
Si chiama "lattea" , in realtà con il latte non c'entra nulla, se non il fatto che è estremamente frequente in bambini che hanno un'età in cui la loro alimentazione è costituita esclusivamente da latte.
A cosa è dovuta?
E' dovuta al rilascio degli ormoni della gravidanza, esattamente come le bollicine rosse del primo mese di vita.
Cosa comporta?
Non comporta nulla, non è fastidiosa per il bambino nè causa altri tipi di problemi, l'unico inconveniente, se si vuol chiamar così, è di tipo estetico.
In rari casi può diventare spessa e di colore marroncino, solo in questa situazione può essere ricettacolo di infezioni batteriche.
Come si cura?
Poichè è dovuta ad un rilascio ormonale, sono del tutto inutili eventuali diete proposte alla madre (ad esempio l'eliminazione dei latticini dalla sua dieta).
Essendo solo un fatto puramente estetico non è necessario eliminarla, scomparirà da sola nel giro di qualche mese (anche se potrà ricomparire successivamente, più volte, per poi scomparire definitivamente quando il bambino avrà qualche anno).
Nel caso in cui invece sia spessa e di colore marroncino allora si può ammorbidire con qualche goccia di olio ed eliminarla, delicatamente, con un piccolo pettinino.
lunedì 12 aprile 2010
E se fosse cesareo?

Domani, 13 aprile, presso il nostro spazio “Mamma ti ascolto”, tratteremo il tema del parto cesareo. Tutte le donne in gravidanza sono invitate a partecipare, per conoscere un po’ più da vicino questa eventualità, di solito meno dibattuta nei corsi di preparazione al parto; ma anche tutte le mamme che hanno avuto questa esperienza sono le benvenute per condividere con noi il loro vissuto.
Cercheremo con voi di riflettere su questa realtà e di trovare insieme il modo per vivere al meglio la nascita del proprio bambino.
VI ASPETTIAMO NUMEROSE!
L’incontro si svolgerà presso i locali della Basilica di San Valentino a Terni, in Via Papa Zaccaria n.12, dalle ore 16,30 alle 18,30 circa.
mercoledì 7 aprile 2010
La Mastite

Come curarla?
- Innanzitutto bisogna farsi visitare dal medico, che accertaterà che si tratti di mastite, nel caso di infezione dovrà essere curata con l’antibiotico
- si può alleviare il dolore con degli impacchi di acqua calda sul seno prima della poppata o prima di spremersi il latte
- il gonfiore si può ridurre con acqua fredda tra una poppata e l’altra
- offrire il seno, anche quello malato, almeno ogni due ore
- riposarsi e bere molti liquidi
E' importante ricordarsi che con la mastite la madre deve continuare ad allattare , anzi questo l’aiuterà a guarire più rapidamente.
lunedì 5 aprile 2010
Sportello Mamme

domenica 4 aprile 2010
lunedì 29 marzo 2010
I BAMBINI IMPARANO CIO' CHE VIVONO

Se il bambino viene criticato,
impara a condannare.
Se vive nell’ostilità,
impara ad aggredire.
Se vive deriso,
impara la timidezza.
Se vive vergognandosi,
impara a sentirsi colpevole.
Se vive trattato con tolleranza,
impara ad essere paziente.
Se vive nell’incoraggiamento,
impara la fiducia.
Se vive nell’approvazione,
impara ad apprezzare.
Se vive nella lealtà,
impara la giustizia.
Se vive con sicurezza,
impara ad avere fede.
Se vive volendosi bene,
impara a trovare amore e amicizia nel mondo.
di Doretj Law Nolte
tradotta dall'inglese dalla Dott.ssa Eva Lewin
domenica 28 marzo 2010
Allattare sdraiate

Oggi cercheremo di rispondere a queste domande:
Allattare da sdraiate può essere molto comodo, soprattutto la notte. Mettendo il bambino vicino a sé, quasi non ci si accorge di essersi svegliati nel cuore della notte, il latte di mamma è un sonnifero naturale, per il bambino e per la mamma stessa, gli ormoni giocano bene, ed entrambi vengono presi da una gran sonnolenza. La posizione, il calore del corpo, il silenzio e il buio della notte fanno il resto e contribuiscono a un dolce riaddormentamento di mamma e cucciolo.
Ma questo meccanismo può essere pericoloso? C’è il pericolo che il bambino, soprattutto un neonatino, possa essere schiacciato?
In condizioni normali questo non avviene, mamma e bambino sono programmati dalla natura per essere in simbiosi tra loro e questo meccanismo fa sì che la mamma sia sempre vigile sul suo piccolo. Addirittura il dormire insieme è una delle forme di prevenzione della SIDS, la morte in culla, poiché il respiro di mamma e bambino, nel sonno vicino, tende a prendere lo stesso ritmo.
Ma questo è sempre vero ? Esistono reali situazioni di pericolo?
Se la mamma assume antidepressivi, alcool, droghe o è fumatrice ( o lo è stata in gravidanza), allora queste condizioni favorevoli tendono a mancare. Meglio evitare il co-sleeping e l’allattamento da sdraiate, proprio perché sussiste il pericolo di addormentarsi.
E se si ha paura del papà?
Se la paura di schiacciare il piccolo è derivata dalla presenza del papà nel lettone, allora è sufficiente spostare il piccolo solo dal lato della mamma e mettere dall’altro lato, una sbarra, degli asciugamani arrotolati o un lettino legato al lettone.
Quest’ultima può essere una buona soluzione per chi non vuole fare co-sleeping ma vuole comunque avere il bambino vicino durante la notte. Se si toglie una sbarra al lettino, questo si può accostare al lettone e si possono legare insieme (se sono della stessa altezza). In questo modo il bambino rimarrà nel suo lettino ma la mamma sarà accanto e potrà allattarlo ad ogni richiesta.
Ma come si allatta sdraiati?
Le condizioni per avere un buon attacco sono sempre le stesse (spiegate ampiamente in questo post).
Non è necessario cambiare fianco, quando si offre l’altro seno, si può tranquillamente rimanere nello stesso lato , ruotando leggermente le spalle.
mercoledì 24 marzo 2010
Il bambino non è un elettrodomestico

Oggi vorremmo condividere con voi i passi di alcuni paragrafi del libro

In questo libro ci ha colpito la descrizione quasi poetica di quello che accade durante la gravidanza per una madre, un padre e il loro bambino, la relazione stretta e forte del concepimento, la discesa e l’accoglimento dell’uovo fecondato nell’accogliente utero, luogo adatto entro cui la vita possa esprimersi.
“[]…Durante la gravidanza la natura agisce sulla madre e sul corpo, inducendo in lei il ruolo della nutrice, inoltre i cambiamenti fisici ed emotivi della madre sono il principio per un atteggiamento di cura materno. La gravidanza e il parto sono eventi che ci fanno comprendere l’esistenza dell’uomo.
La natura esprime la cura e la preoccupazione per la nuova vita attraverso la fisicità e l’emotività materna, perché è li che il bambino si forma. Il piccolo umano infatti non si forma nell’utero materno come un budino nello stampo: al contrario è il contenitore materno che gradualmente si dilata ad assumere la forma e a circoscrivere la sagoma del feto che cresce. E’ la mamma infatti che si adatta è un materno che contiene e non comprime. Sarà così anche dopo il parto, la mamma dovrà rinunciare dapprima a molto, se non tutto del proprio spazio e del proprio tempo per riguadagnare la propria autonomi e libertà solo lentamente: tutto questo avverrà nel piacere, se accompagnato dall’emozione straordinaria della maternità.
Dalla parte del bambino, all’interno dell’utero ha tutto quello che ha bisogno, tutto è presente come deve essere, il corpo della mamma da sicurezza, e con il suo appagamento totalizzante, non potremmo spiegarci l’aspirazione umana al raggiungimento della felicità: la cerchiamo perché l’abbiamo provata.
Il papà invece durante la gravidanza non è ancora direttamente, fisicamente implicato nel rapporto con il bambino, con lui comunica in maniera indiretta attraverso la mamma; è lui che funge da riferimento, razionalità e sostegno e che permetterà in seguito la separazione.
Non a caso nel momento del parto la mamma spinge il proprio bambino verso la vita e il papà lo accoglie nelle sue braccia….[]”

lunedì 22 marzo 2010
Alimentazione sana

Ma cosa si intende per alimentazione sana?
Al giorno d’oggi siamo bombardati di informazioni sull’alimentazione e sulle sostanze che ci dovrebbero far bene.
Tutte queste sostanze hanno certamente effetti benefici ma, se bisogna andar dietro a tutto quello che viene suggerito, si rischierebbe di impazzire.
In realtà per avere un’alimentazione sana è sufficiente conoscere e mettere in pratica alcune semplici informazioni:
- Mangiare tanta frutta e verdura (almeno 5 porzioni al giorno)
- Non utilizzare eccessivo condimento, riscoprendo il sapore naturale dei cibi (l’olio di per sé non fa male, ma utilizzarne un bicchiere per volta si)
- Sarebbe opportuno utilizzare pane integrale ( e altri alimenti che utilizzino farina integrale). Ovviamente sappiamo che a volte sono difficili da reperire, se la loro ricerca dovesse diventare uno stress meglio lasciar perdere)
- Limitare l’uso dei grassi ma soprattutto di proteine.
Quest’ultimo è un punto fondamentale, troppo spesso infatti, capita di far attenzione a grassi e zuccheri, “dimenticando” di far attenzione alle proteine.
Si tende così ad abusarne, soprattutto facendo grande uso di carne e latticini.
Infine, dobbiamo sfatare qualche mito:
- I FRITTI
I fritti fanno male? Se si frigge nel modo giusto, no. La temperatura dell’olio deve essere compresa tra 150° e 170° e sarebbe opportuno utilizzare olio di oliva (o oli appositi che resistono ad alte temperatura, in questo caso però diminuiscono le qualità organolettiche).
- LE UOVA
Ingiustamente identificate come alimento pesante, in realtà sono preferibili alla carne, ovviamente non bisogna abusarne.
- IL MAIALE
Anche questo povero mammifero è stato sempre additato come pericoloso per l’alimentazione.
In realtà non è diverso da altri tipi di carni, certo, quelle “bianche” sono più digeribili ma hanno comunque le stesse caratteristiche. Meglio consumare poca carne e di tipo diverso.
Ricapitolando una dieta sana prevede l'utilizzo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e tutti gli alimenti di origine vegetale, come la soia, limitando l'uso di alimenti di origine animale (carne, pesce e loro derivati... uova, latticini...), solo 3-4 volte la settimana.
sabato 20 marzo 2010
Prevenire e curare le ragadi

Uno dei problemi più diffusi, legati all'allattamento al seno, è la comparsa delle ragadi. Le ragadi sono dei taglietti più o meno profondi, molto dolorosi, che si formano sul capezzolo e sull'areola, rendendo perciò difficoltoso nutrire il proprio bambino. È facile e naturale scoraggiarsi sentendo dolore durante la poppata, che dovrebbe invece essere un momento rilassante e piacevole per madre e bambino. Cerchiamo allora di comprenderne la causa e di eliminarla.
Le ragadi sono sempre legate alla suzione non adeguata del bambino ed al modo in cui egli si attacca al seno. Il bambino infatti, per estrarre il latte, esercita una pressione ed uno sfregamento con la lingua attorno al capezzolo. Questo movimento può provocare delle ferite se la bocca del bambino non è ben aperta, e ciò è frequente, poiché il neonato deve imparare a poppare. Il suo istinto gli dice cosa fare, ma ci sono alcuni piccoli accorgimenti da seguire per aiutarlo a trovare la giusta strada.
Quindi per prevenire la comparsa delle ragadi è necessario un attacco corretto al seno, ampiamente descritto nel post correlato.
E se le ragadi oramai si sono formate?
NON E' VERO CHE DOVETE SMETTERE DI ALLATTARE!(Anche se vedeste del sangue sgorgare insieme al latte, il vostro bambino lo può tranquillamente succhiare).
Ecco come curarle:
1 ) Correggere l'attacco al seno e la posizione: ciò è FONDAMENTALE, vi farà subito sentire meglio! Smetterete di provare dolore durante la poppata, anche se il seno è ancora ferito!
2 ) Spalmare qualche goccia di latte sul capezzolo e sulla ferita al termine della poppata e lasciare asciugare all'aria.
3 ) Lasciare il più possibile scoperto il seno, in modo che la ferita si asciughi. A tale scopo si può praticare un foro su una vecchia maglietta ed indossarla finché si sta in casa.
4 ) Evitare l'utilizzo di coppette assorbilatte usa e getta, che mantengono sempre umido il capezzolo e l'areola, e prediligere, se necessario, le coppette rigide in plastica, che lasciano comunque il capezzolo al contatto con l'aria.
5 ) Non applicare creme e pomate di alcun genere sulla ferita.
6 ) Utilizzare, se si vuole, la lanolina pura, reperibile in farmacia.
venerdì 19 marzo 2010
Un pensiero per tutti i papà







martedì 16 marzo 2010
Allattamento e dieta vegetariana

Se una mamma segue una dieta vegetariana, è in qualche modo compromesso l'allattamento al seno del suo bambino?
Assolutamento NO . Chi è vegetariano assume il giusto apporto di proteine con altri alimenti (legumi, uova etc.) perciò non c'è nessuna differenza rispetto a chi segue una dieta di tipo "tradizionale".
Discorso a parte deve essere fatto invece per chi segue una dieta vegan o vegetaliana.
Poichè questo tipo di dieta esclude anche gli alimenti di origine animale (latticini, uova etc.), in questo caso può esserci carenza di vitamina B12.
Non nel bambino ma nella mamma, poichè il suo corpo predilige sempre quello del suo cucciolo, così il latte prodotto avrà sempre il contenuto giusto, adatto per il suo bambino.
La vitamina B12 però, sarà sottratta dalle riserve della mamma e , se non integrata correttamente, potrà provocare qualche disturbo.
In questo caso sarà sufficiente assumere un integratore di questa sostanza, sempre sotto controllo medico.